3 Maggio 2013 San Martino Spino

San Martino è un buco di culo. Sì. L’ultima frazione del Comune di Mirandola, che proprio per la sua collocazione un po’ decentrata, vive in un mondo un po’ a parte. E’ un lembo di terra un po’ bastardo, che abbraccia i territori del ferrarese, rodigino e mantovano. E’ una via, una chiesa, una piccola piazza, un campo sportivo, un bar.
Eppure, ha una propria identità. Credo sia l’unica delle frazioni del comune mirandolese a sentire addosso quel senso di appartenenza, quel senso di comunità, che sa di antico.
Non me ne vogliano le amiche dei paesi limitrofi, ma qui sono nate le donne più belle della zona. Qui sono nate e cresciute le mie più care amiche.
Stasera guardavo i visi meravigliosi di quei giovinetti, che non conosco. Parevano un po’ sconvolti, ma anche sollevati, come a dire: “Che vuoi che sia questo, noi abbiamo superato un terremoto”. Quei ragazzetti erano tutti lì, ancora una volta, al bar pizzeria Dai Fratelli. Piazza Airone era diventata il parcheggio delle auto della polizia e di qualche camionetta dei vigili del fuoco.
Il Sindaco era presente, così come lo erano alcuni assessori e altri consiglieri comunali.
Tromba d’aria. O Tornado. 3 maggio 2013. Ecco, l’ho detto. Un’altra calamità naturale. Poche case colpite. Questo groviglio di vento sembra aver preso di mira tragicamente solo alcune cose. Stimerei una decina di famiglie. Danni apparentemente circoscritti. Non riesco a dire “Per fortuna”. Per fortuna un corno. Ci sono persone che avevano appena ristrutturato la propria casa a causa del sisma. Denaro sprecato. Denaro da “cacciare fuori”. Per fortuna proprio no.
E pensare che abito a sette chilometri di distanza e non mi sono accorta di nulla.
San Martino è un buco di culo, che per essere tanto piccolo, ha vissuto cose troppe grandi.
E pensare che il 4 maggio, ovvero il giorno successivo a quello di questo disastro meteorologico odierno, si sarebbe svolta una festa, per recuperare qualche soldo e ricostruire alcuni edifici di San Martino Spino.
Abbraccio Rita ed Elena. E tutti gli amici e i conoscenti di San Martino.

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