Maggio

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Fermati. Sei davvero dove vorresti essere?
Non ti accorgi che il moto di inquietudine che ti governa, ti ha reso bulimico?
Un airone cenerino sbatte le ali lentamente, quasi fosse affaticato. Eppure si destreggia con eleganza.
Il brutto è quasi brutto davvero. L’odore di zolfo e vernice ti ha nauseato.Te ne accorgi solo ora, mentre un portone di legno ammuffito cigola.
Non è l’ossigeno che ti manca, ma un non-luogo in cui premere con forza sulla ferita ancora sanguinante e trascinare giù, con forza bruta, tutto quel dolore afono, che non ha più nemmeno una voce.
È proprio qui, che vuoi essere?
Ascolto un rumore lontano. È quasi un suono. Sembra
un fa minore. È lì che voglio essere.

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One Response to Maggio

  1. Pingback: Maggio | Non chiamarla solitudine, la voce del silenzio

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